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    Birthday Blues: Perché il compleanno rende tristi

    Isabella Panzanini
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  • Birthday Blues: Perché il compleanno rende tristi
  • 26 gennaio 2026 di
    Isabella Panzanini

    Il compleanno è un momento particolare nella vita di ciascuno di noi. Culturalmente siamo abituati a pensarlo come un giorno di gioia e festeggiamenti ma quello che si prova può essere molto diverso. Ben oltre la celebrazione del semplice passare degli anni, questa data racchiude aspettative, emozioni e significati profondi.

    Se ti è capitato di sentirti tristi o di avere voglia di fuggire proprio mentre si avvicina la tua data, non sei solo/a.

    Esploriamo cosa si nasconde dietro quella che viene chiamata Birthday Blues e come possiamo imparare a celebrare noi stessi per ciò che siamo, a modo nostro.


    Che cos'è il Birthday Blues?

    Il Birthday Blues è un fenomeno molto diffuso e studiato, nonostante non sia presente nei manuali diagnostici come il DSM. Si riferisce a quel sentirsi tristi, apatici o disinteressati nel festeggiare o anche solo nel pensare al proprio compleanno.

    Spesso è legato a un bilancio interiore critico: guardiamo all'anno passato focalizzandoci sugli obiettivi mancati, sentendoci trascurati o soli, oppure percependo una dissonanza tra l'obbligo sociale di "essere felici" e la nostra realtà emotiva.

    Altre volte può farci sentire l'assenza delle persone care che non sono più intorno a noi, ampliando un senso di tristezza e nostalgia.

    Ma perché accade? L'Analisi Transazionale ci offre degli strumenti preziosi per capirlo.


    Il compleanno come "Elastico"

    Hai mai avuto la sensazione che una reazione emotiva presente fosse sproporzionata rispetto all'evento reale? In Analisi Transazionale usiamo la metafora dell'Elastico.

    Quando il compleanno ci affatica, spesso è perché funge da elastico che ci riporta indietro nel tempo, a situazioni stressanti o dolorose vissute durante l'infanzia. Se da bambini non siamo stati festeggiati, o se ci siamo sentiti trascurati proprio in quel giorno speciale, il bambino che è in noi ha registrato un senso di rifiuto o inadeguatezza.

    Oggi, spegnere quelle candeline può riattivare inconsciamente quelle vecchie ferite. Magari reagiamo minimizzando l'evento ("Non è nulla di importante"), isolandoci o diventando cupi senza un apparente motivo. Stiamo reagendo al presente con le emozioni del passato.


    "Non essere importante"

    A volte, il modo in cui viviamo il compleanno è influenzato da messaggi profondi, chiamati ingiunzioni, che abbiamo interiorizzato da piccoli. Una di queste "Non essere importante" sembra stabilire l’importanza della modestia e del tenersi in disparte a

    discapito del ritenere importante se stessi o la propria felicità. Se durante l'infanzia le nostre esigenze venivano considerate meno, potremmo aver imparato a sminuire il nostro valore. Da adulti, questo si traduce nell'evitare di essere al centro dell'attenzione, credendo di non meritare affetto o celebrazione o provando emozioni spiacevoli quali vergogna o ansia.


    Dall'isolarsi al celebrarsi: 

    Come usciamo da questo "copione"? Come strutturiamo il tempo quel giorno?

    Il passo fondamentale è recuperare il senso della nostra Okness, uno degli assunti fondamentali alla base dell'Analisi transazionale, per cui ogni individuo possiede una dignità intrinseca in quanto persona. L'Analisi Transazionale ci ricorda "Io sono OK". La mia essenza come persona è degna di amore e rispetto, al di là di ciò che ho realizzato nell'ultimo anno.

    Il compleanno è fondamentale per lo sviluppo della personalità perché, idealmente, ci insegna che abbiamo valore per il semplice fatto di essere nati, indipendentemente dai risultati scolastici o lavorativi. In questo senso il compleanno può trasformarsi da un semplice simbolo dell'età che avanza a un'opportunità per accogliere il proprio valore intrinseco.

    Possiamo "tagliare l'elastico" col passato. Da adulti, abbiamo le risorse per prenderci cura di quel bambino interiore che forse si è sentito trascurato.

    L'invito per il prossimo compleanno è di provarlo a vivere come un'occasione per riconoscere la propria unicità. Senza conformarsi alle aspettative sociali di grandi feste ma anche evitando di privarsi della celebrazione della propria esistenza. 

    Festeggiati per ciò che sei, non per ciò che hai ottenuto. Perché il solo fatto che tu sia qui è un valore.

    Isabella Panzanini 26 gennaio 2026
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    Maternità tra aspettative sociali e realtà
    Isabella Panzanini

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